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PIAZZA DEI CAVALIERI CACCIA
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Tratto da “ Il Soratte ed i suoi Santuari” di Don Mariano de Carolis

La festa di San Nonnoso ci invita alla scoperta di antiche tradizioni che si svolgevano in piazze particolari del paese. Come al solito approfittiamo del libro di Mons. Mariano De Carolis per conoscerle.

“La giostra qui nominata era un divertimento, che si teneva nelle ore pomeridiane del 3 Settembre nella piazza chiamata anticamente “lo Spiazzo” oggi piazza Carlo Alberto detta anche “ piazza dello Steccato” perché in essa si costruiva uno steccato con impalcature onde il popolo potesse assistere alla “Giostra”.

Essa consisteva in questo. Nel mezzo della piazza si innalzava un alto palo, alla cui base si poneva una grossa tina. In un recinto si tenevano chiusi alcuni torelli dai 3 ai 5 anni; allo squillar delle trombe un torello veniva lanciato nella piazza, dove erano ad attenderlo i giostratori. Essi erano giovani arditi ed impavidi vestiti a questa foggia: calzoni bianchi lunghi, camicia bianca, fazzoletto rosso al collo, molto ampio, berretto o fazzoletto rosso in testa, fascia rossa alla vita, bandierina rossa in mano. Il giostratore si avanzava verso il torello, e cominciava ad infastidirlo, con la bandierina, con fischi, con grida e risate. A lui si univa un secondo, e anche un terzo giostratore, finchè il torello mandava un muggito di rabbia, e cominciava a inseguire l’uno o l’altro giostratore. Se essi vedevano che il torello poteva avere ragione si lanciavano nella tina o si arrampicavano sulla trave. Allora il torello inferocito tentava di entrare nella tina o di arrampicarsi sulla trave con muggiti paurosi. Talvolta avvenivano scene molto emozionanti ed io ricordo di aver visto qualche giostratore ruzzolare in terra rincorso dal torello e” incrociarlo”, come si dice nel linguaggio dei butteri, quando essi riescono a porre le dita nelle narici, in dialetto”frocie”, delle bestie vaccine.

Talvolta si poneva sulla fronte del torello una piastra di cinque lire attaccata con la pece e i giostratori si sfidavano a vicenda chi fosse riuscito a staccare la piastra che era un’ambito premio.
I giostratori ricevevano applausi dalla folla, ma una volta, ricordo, si udirono grida strazianti: un giostratore rincorso da inferocito torello battè il capo nello steccato e morì sul colpo. Nel 1889 le impalcature furono fatte con poca avvedutezza e in fretta: qualcuna cadde e rimase gravemente ferita Angela Paolucci maritata a Domenico Petrelli.

La giostra fu sospesa e non si fece mai più.

Don Mariano De Carolis “ Il Soratte ed i suoi santuari” pag. 174-175



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