Come in tutto i
l Lazio anche a Sant'Oreste è tempo dei viligni. Per ogni vicolo va l'aspro odor dei vini l'anima a rallegra.
Nel 1867 il perito Agrimensore Gallimaco Marconi così scriveva: I vigneti che circondano il Monte Soratte massimamente dalla parte di Levante a Mezzogiorno ricavano buon vino.
Dalle quali vigne per mezzo di irregolari strabelle e viottoli si accede all'abitato posto superiormente. Nel 1900 sino agli anni 50 c'era un diffuso mercato del vino soprattutto nelle stagionali fraschette o patentini. Poi la coltivazione è stata abbandonata e molte vigne dismesse con una ripresa dagli anni 80. La conformazione orografica del territorio oltre ad essere votata per oliveti, è altresì adatta alla produzione di ottimi vini.
Particolarmente interessante e qualificato il Legno duro presumibilmente in origine primitivo di maduria, presenta delle caratteristiche pressoché simili al vitigno pugliese, ma con settori fruttati più leggeri. Portato all'invecchiamento presenta ottima qualità per
l'abbinamento a ricette locali quali abbacchio scottadito, pollo arrosto ed arrosticini di castrato. Altro vitigno interessante è la Malvasia di Candia, che sta prendendo piede ultimamente. In netta ripresa la cultura vitivinicola, che viene fatta con cura e perizia e si sta tornando ad una buona produzione che si aggira sui 4.500 quintali. Si possono degustare i vini nelle cantine locali.
U TEMPU DEI VILIGNI
Canzone popolare che racconta le fasi della Vendemmia
Rriva u tempu dei viligni
tutti intorno a li legni
po preparano i bigonzi
e raschiono i torchietti.
lappe quessi viculetti.
atè tutta na caciara
Chi aribbatte i biconzetti
chi arefonna i bariletti.
A matina di bonora
faccio su 'na bella soma
cargo su li bigonzetti
e mi 'vio ghioppe i fonnetti.
Quanno fu li ghioppe a vigna
c'era ancora tutta a guazza
Cumincemo a sciogghie a corda
e scarghemo tutta a robba.
Tutti armati di cortelli,
di canestri e di secchioni
su e ghio lappe i filoni
cumincemo a vilignà.
Mezzugiornu ha già sonatu
tutti a siede lappe u pratu
Chi co u pane e co i guagghiatu
o u pane spezzetatu
Aripiemo tranca tranca
su e ghjio lappe i filoni