Vino Storia T
ra il 1930 ed il 1950, i vigneti censiti nel territorio di Sant'Oreste ammontavano a circa 99 ettari, iniziò allora anche se lentamente l'estirpazione degli stessi per impiantare i più redditizi noccioleti, si riducevano quindi negli anni 60/70 a 45 ettari circa, ed oggi si arriva a non più di 25 ettari complessivi. Le zone più vocate erano quelle esposte a sud, ma dalla mappatura si evince che erano disposti ovunque anche se in dimensioni minori ed avevano una superficie media tra i 1500 ed i 3000 mq.
I vitigni più utilizzati erano:
L'Uva di spagna, comunemente detta, è un vitigno autoctono laziale il cui vero nome è Bellone, diffuso principalmente nella provincia romana, già citato da Plinio con il nome di uva pantastica, in alcune zone viene chiamata uva pane poiché l'uva dagli acini grossi e delicati veniva gustata dai contadini della zona insieme al pane. E' un vitigno a bacca bianca di elevata vigoria e produttività mediamente abbondante, utilizzato in molte DOC laziali è stato inserito recentemente nella DOC Nettuno come monovarietale. Se ne ricava un vino delicato, leggermente amarognolo e di pronto consumo.
Trebbiano giallo, l'origine del vitigno già citato da Plinio nella Naturalis Historia, è romana. Ha un acino dorato con macchiette scure, è molto resistente e matura precocemente producendo un vino lievemente amarognolo ed amabile.
Malvasia del Lazio anche detta Malvasia nostrana, la provenienza di questo vitigno è molto incerta, quello che si sa è che essendo molto sensibile alle malattie in particolare
all'oidio ed alla peronospora, per un lungo periodo è stata sostituita con altre varietà di malvasia. Comunque avendo una produzione incostante negli ultimi tempi è stata rivalutata poiché è di qualità superiore alle altre malvasie ed esistono vini di ottima qualità ottenuti esclusivamente con quest'uva. E' presente in diversi DOC del Lazio. In alcune zone viene chiamata puntinata poiché ogni acino presenta un puntino, in altre l'appellativo gentile che deriva dal sapore aromatico e fresco che la rende unica nel suo genere e nel contempo discreta.
Malvasia di Candia, vitigno a bacca bianca della numerosa famiglia delle malvasie. Si distingue dalle altre malvasie per l'assenza di aromaticità nella bocca. Nel 1868 il Mendoza e nel 1877 il Di Rovasenda la menzionavano come Malvasia Rossa (per il colore caratteristico del germoglio giovane). E' coltivata prevalentemente nella zona dei Castelli Romani. Rende bene sui terreni collinari e ben esposti, ma si adatta anche a terreni argillosi e siccitosi.
Legno duro, comunemente detto, si riferisce al vitigno Carignano, presente in aree viticole mediterranee nell'antichità, fù introdotto in spagna nel XII secolo, pare che la sua culla originaria sia stata il centro di Carifire nell'Aragona. Da lì successivamente si sarebbe diffuso nel mezzogiorno della Francia e di lì ancora in Sardegna soprattutto nel Sulcis ed in quantità minore nel Lazio in Umbria ed in Toscana.
Alicante uva tintora molto diffusa, creata dal vivaista Henri Bouschet a partire da un incrocio inventato dal padre tra Petit Bouschet e Grenache. Al di fuori della Francia è coltivata soprattutto in Spagna, dove è chiamata Garnacha Tintorera, ma anche in Portogallo, Corsica, ex Yugoslavia, Israele e Nord Africa. Il vitigno è presente anche in Toscana e Sardegna. Le sue doti migliori sono nel colore e nel potenziale alcolico.
U Grintu , si chiama Clinton (è di origine americana) ma in Veneto è conosciuto ai più come Clinton o meglio ancora come Grintòn. E' un vino aspro, intenso, quasi grezzo e dal colore rosso intensissimo che lascia macchie ovunque lo si versi. Ma è proibito. Dicono che abbia effetti cancerogeni, in realtà molti credono sia vietato perchè è l'unico vitigno che non necessita di antiparassitari o prodotti chimici (con buona pace delle industrie chimiche). Il prodotto è ricercatissimo anchè perchè, con il divieto di produzione, sono rimasti in pochi a possederne le piante. (Zi Vise ancora cellà).
Una particolare attenzione ora merita L'uva fragola (detta anche uva americana, Isabella, Raisin de Cassis) è la più antica "vite americana" introdotta in Europa ben prima che sorgesse il problema della fillossera ed ascrivibile alla specie linneana Vitis Labrusca (ma per alcuni potrebbe essere un ibrido americano tra la V. labrusca e la Vitis vinifera). In Francia si hanno le sue prime notizie nel 1820 e in Italia nel 1825. È un vitigno poco resistente alla fillossera ed alla peronospora, ma resiste bene al freddo, il che spiega la sua diffusione nelle vallate alpine. Il vino che se ne produce, detto fragolino, ha un particolare aroma di fragola che i francesi chiamano framboisier o cassis e gli anglosassoni foxy (volpino). Questo aroma in passato non è stato molto apprezzato, ma ora il fragolino sta trovando sempre più estimatori.
Vi sono però dei problemi giuridici che ne ostacolano la vendita. (in un prossimo articolo si potrà approfondire l'argomento).
Altri vitigni sono stati impiantati con il passare degli anni ed al giorno d'oggi si possono trovare:
Montepulciano - Sangiovese - Merlot - Pinot - Cabernet ecc.
A riprova sull'utilizzo di alcuni vitigni nella ex cantina di mio nonno Processo si legge ancora questa è la cantina dell'alicante e della malvasia prima si paga poi si và all'osteria