Da Don Mariano De Carolis pag 296. E' un quadro in tela, della scuola umbra, di buon pennello, quadro che io tolsi all'estrema rovina, e che attualmente è conservato in Sagrestia chiuso in un nascondiglio molto bene appropriato.
La schedatura condotta nel 1982 a cura di Paola Mangia cosi parla del quadro:
Il dipinto parte di una composizione più vasta, forse un polittico, raffigura il Salvatore benedicente, a mezzo busto, seduto su trono di gusto tardo gotico con dorsale a cuspide e intaglio di simil legno con bifore, trilobi su un fondo d'oro a bolo, alternati a un ornato fantasioso di foglie e rosette. Il Cristo dalla capigliatura raccolta e la barba di media lunghezza.
Indossa un manto blu con profili d'oro su una veste rossa e tiene in mano il Vangelo aperto. Il volto presenta lumeggiature bianche lungo la canna del naso sotto le palpebre.
Sull'aureola corre la seguente iscrizione a punzoni: EGO SUM MAGISTER BONUS.
Il dipinto è di alta qualità artistica. Non si hanno notizie critiche a suo riguardo tranne una attribuzione da parte di M. de Carolis che lo dice di scuola umbra e lo data al 400 pag 296 op.cit.
I caratteri stilistici dell'opera richiamano in modo sensibile la cultura tardo gotica d'eredità grottesca dell'Italia Settentrionale e in particolare quella dell'entroterra veneto e delle zone limitrofe, per la fisionomia del volto del Cristo, l'avanzata ricerca spaziale della mano e la tipologia del tronco.
Già nel 1982 la compilatrice della scheda diceva circa lo stato di conservazione:
Mediocre (supporto tarlato e parzialmente distrutto, cadute della pellicola pittorica).
Proprietà pertinente: la Chiesa.
Sarebbe veramente l'ora di intervenire per non perderlo definitivamente e poterlo far vedere a tutti come si fa con la Croce di Bosso. Questi tesori vanno conservati ed offerti alla vista.