Istituita nel 1997, si estende per 444 ha. perimetrando l'intera formazione del monte Soratte (691 m. s.l.m).
Questo consiste in una dorsale calcarea allungata in direzione NW-SE che si erge isolata dalla catena degli Appennini; si tratta di un vero "geotopo" per la sua singolarità morfologica e le numerose grotte carsiche. Ritrovamenti superficiali, testimoniano la frequentazione umana del Soratte almeno dal Paleolitico Medio.
Luogo sacro di antiche origini, il Monte Soratte ha ospitato un santuario
dedicato ad Apollo.
L'uso cultuale del territorio è continuato nei secoli, arricchendolo di leggende, conventi ed eremi, questi ultimi tutt'ora visitabili e parzialmente restaurati.
Ampi tratti boscati governati a ceduo, cave abbandonate e carbonare (alcune ristrutturate a scopo didattico) dimostrano una profonda influenza delle comunità umane, insediate nell'area del Soratte, attraverso i millenni.
Gli ambienti vegetazionali di maggiore significato conservazionistico e panoramico
sono:
- boschi misti a caducifoglie e sclerofille. Questo habitat boschivo caratterizzato da leccio, cerro e acero comune, appare dominante con i suoi aspetti termofili alle quote medie del promontorio del Soratte, arido e privo di raccolte d'acqua superficiale, per via del rapido percolamento nel calcare fittamente fessurato;
- cenosi arbustive ed erbacee. Su morfologie rupestri alle quote più
elevate, questi popolamenti sono in continuità con la sottostante
macchia mediterranea dei versanti occidentali, purtroppo frequentemente percorsi
da incendi;
- fitocenosi ripariali a pioppo e salice (nuclei residui). Localizzati alle
quote basali, sul lato E, dove numerose risorgive rendono questa parte della
riserva dotata di zone umide;
- pascoli, seminativi e colture legnose (olivo e vigna).
La vegetazione dei primi due biotopi è valorizzata dalla concentrazione di entità esclusive della flora mediterranea e nonostante il contingente di specie endemiche e rare sia esiguo, essi sono di interesse comunitario e mettono in evidenza l'area esaminata come esempio significativo per l'inquadramento biogeografico di tutto l'antiappennino calcareo Laziale.
La persistenza della qualità ambientale del Soratte ha probabilmente
contribuito a preservare una comunità di specie invertebrate, il cui
elenco è tuttora da completare.
Alcune di esse (scarabeo rinoceronte e il cervo volante ad esempio) sono
oggi classificate importanti per la conservazione.
Le attuali conoscenze sulla zoocenosi dell'area possono considerarsi esaurienti per i soli Vertebrati.
Essi ammontano a 81 specie tra Mammiferi, Uccelli, Rettili e Anfibi. Diverse specie sono incluse nelle Direttiva U.E. 92/43 "Habitat", "Uccelli" e nella Convenzione di Berna, data l'importanza protezionistica a livello europeo. 27 specie sono comprese nell'elenco dei vertebrati a rischio di estinzione in Italia.
Una rete di percorsi didattici, dotati di pannelli esplicativi, si snodano
lungo i versanti del monte e consentono al visitatore di raggiungere i luoghi
più interessanti del monte, sotto il profilo storico e naturalistico.
Contributo di Antonio D'Aiala