ESTATE
di Fidanza Vando
Ho seminato er grano in autunno
Quando abbondano le piogge co le nebbie
Poi ariva er forte cardo dellestate
Che fa cantà cicale e metitrebbie
vedi lagricortore è soddisfatto
lannata è bona niente è annato storto
dentro da se ringrazierà er Signore
perché è stato abbondante er suo raccorto
a lortolano che ha piantato tanto
lestate ie darà soddisfazione
cavrà tante verdure da riccone
insieme ar pomodoro e ar peperone.
ODE A TALIARCO
di Orazio
Vedi come per l'alta neve candido
S'erge il Soratte! Già le selvecedono
Al peso affaticate e i fiumi
Ristanno stretti per il gelo acuto.
Sciogli il freddo, altri legni al focolare
Aggiungendo abbondanti, e mesci prodigo,
Taliarco,vino di quattr'anni
Dall'anfora sabina bi-orecchiuta.
Lascia il resto agli Dei, che appena i venti,
in lotta sul ribollente mare,
hanno placato, ecco i cipressi
non s'agitano più, non i vecchiorni.
Cosa domani t'accadrà, non chiedere.
Qualsiasi giorno ti darà la sorte,
metti a guadagno; o i dolci amori
non disprezzare, giovane, e le danze,
finchè dall'età verde sia lontana
la canizia bisbetica. Ora il campo
e le piazze e i tenui a sera sussurri,
torna a cercare all'ora convenuta,
e il delizioso riso che tradisce
la ragazza nascosta nel canto
più oscuro, e il pegno che le strappi
ai polsi, e al dito che resiste appena.
CHILDE AROLD-1818
di George Byron
LIda con gli occhi di un Troian mirai
E lAtto e il rimugghiante Enea, lOlimpo
E il nubiloso Atlante. Le solenni
Altezze lor mi riedono alla mente;
Ed ogni meraviglia in cor mi tace
Per gli Appennini. Tu, però, Soratte,
Che tergi solitario e non dispieghi
Più il mantel della neve in sulle coste.
E implori ancora larmoniosa lira
DOrazio tuo, che ai posteri ti canti,
locchio mi arresti ed il pensier. Televi
dal pian come percossa onda che prima
dinfrangersi, sarriccia e sta sospesa
per un batter di ciglio
..
POESIA
di Emilio Menichelli
"Monte segnato dalla Man di Dio
con profilo di rocce acuminate,
su cui scintilla il sole dell'estate
che tutto infiamma l'arido pendio;
agli uomini che avevano desio
di certa pace, nell'età passate,
silenzio offrivi e vita in povertate
e d'ogni orrore il più sicuro oblio;
onde l'aroma ancor degli Eremiti,
come l'aria che limpida ti fascia,
qui si respira per l'alpestre via."
POESIA
di Byron
"....Tu però Soratte,
che t'ergi solitario e non dispieghi
più il mantel della neve in sulle coste
..........................t'elevi
dal pian come percossa onda che prima
d'infrangersi s'arriccia e sta sospesa
per un batter di ciglio....."
POESIA
Fidanza Vando
E ritornata lerba su li prati
Se va a castagne e in cerca de porcini
Er vignaiolo ha corto la sua uva
Er mosto sta a bollì dentro li tini
Bello dorce maturo è er melograno
Profuma laria de mintuccia in fiore
E lape ha riempito er suo alveare
Cor nettare che succhia a questo fiore
NOE'
di Luigi Usai
Santorestesi, adesso vi rammento
Un uomo onesto e povero, che andava
In giro nel paese e che suonava
Lorganetto con molto sentimento.
Era cieco e, con locchio aperto e spento
Costantemente in alto egli guardava,
chè forse un raggio ancor gli illuminava
oasi belle del suo firmamento.
Si chiamava Noè. Vivea col cuore
Della gente, duonando il suo organetto
E facendo, talvolta, il banditore.
Or commovendo il suo ricordo dura,
pur da molto scomparso, poveretto,
come unombra di mitica figura.
ALBA SUL SORATTE
di Luigi Usai
Era ancora notte, notte fonda ancora,
ed io salivo solitario il monte,
per vedere, nel suo vasto orizzonte,
spuntar sognando la radiosa aurora.
E cosa rara assai mirar la fonte
Della luce lassù, proprio nellora
In cui dor luniverso si colora
E lastro inizia il suo celeste ponte.
Vidi, così, spettacolo divino,
la nascita del sole dalla vetta,
nellestivo mirabile mattino;
vidi, unita alle immagini più rare,
splendere la natura benedetta,
nellinno vòlto al suo supremo altare.