| Salvaguardia dei beni archeologici e naturalistici del territorio | ||||||||||||||
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A chi si affacci dall'alto del Monte Soratte verso la pianura e il non lontano mare, non sarà difficile constatare l'avvicendarsi delle determinate valli e vallate, tipico aspetto di un antico fondo marino; e notare altresì le catene montane dei monti Cimini e Sabatini, originate da crateri vulcanici, e infine lo snodarsi tranquillo del Tevere, come risultato finale della trasformazione geologica. Lo stesso Soratte emergeva come isola del mare le cui onde le scarpate dei Preappennini e nel trascorrere lento dei secoli, durante il periodo plioc Non è raro il rinvenimento di conchiglie marine e di immagini di crostacei impresse su sedimenti rocciosi calcarei. Riferendosi a denominazioni derivanti da nominativi attuali possiamo distinguere configurazioni di carattere marino con un mare di Viterbo e con un mare di Civita Castellana e di un golfo della Sabina. Tutta l'area dell'Italia centrale costiera nel periodo pliocenico era invasa dal mare che raggiungeva i monti Sabini. Il movimento ondoso delle acque è ben dimostrato dall'andamento tuttora registrabile del terreno ondulato e dai depositi di ghiaie, sabbie e argille. Su questo mare emergeva soltanto la cima del Soratte ed altre zone montuose più lontane. La sedimentazione ghiaiosa è ben riscontrabile sotto il manto tufaceo di Civita Castellana.
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