I luoghi oggetto del percorso in
cui verranno illustrate brevemente le caratteristiche delle Piazze sono:
1 Piazza Cavalieri Caccia
2 Piazza Principe di Piemonte
3 Piazza Orazio Moroni
4 Piazza Vittorio Emanuele
5 Piazza Carlo Alberto
6 Piazza San Nicola
1. PIAZZA CAVALIERI CACCIA
La storia di questa piazza racconta importanti pagine di storia del Paese.
E' collocata alla fine del Centro Storico, sul lato opposto al primo insediamento dello Spiazzo quando sorge il Palazzo dei Caccia (1589) accanto al già esistente Palazzo Abbaziale, sede del potere politico dei Cardinali Abbati dove si riuniva la rappresentanza della Comunità. Lì nacque nel 1576 Lo Statuto. Su quello spazio di pertinenza pubblica, il palazzo va ad addossarsi alle mura castellane, interrompendole e prendendo con la sua monumentalità il loro posto. Si apriva invece su quella Piazza con raffinatezza ed eleganza contenendo nello stile costruttivo molte forme dell'arte Vignolesca che i Caccia conoscevano bene perché il loro Protettore Card. Farnese era amico del Vignola. Ben più antico e precedente il Monastero di S.Croce già sede con il Palazzo Abbaziale. Il suo ampliamento e cambio di destinazione d'uso fu completato nel 1598, anno in cui le Monache Agostiniane vennero trasferite dall'ormai vetusto monastero di San Nicola. Da allora gli ampi spazi ospitarono vari ordini religiosi dopo la fine della Clausura Agostiniana. Con l'abbandono dell'ordine orinino si è conclusa la storia di questo Monastero ed il ritorno al Comune ha permesso l'intervento ed il restauro di tutto il complesso ora destinato a sede della Comunità e di attività culturali.
2. PIAZZA PRINCIPE DI PIEMONTE
A lui fu intitolata l'Antica Piazza di Porta Valle. Dominata dalla sontuosa porta, che conserva ancora i merli Ghibellini, la principale delle tre Porte, e dal seicentesco Palazzo Abbaziale, costruito dai Galletti. Il motivo dell'intitolazione del 1924 fu il ricordo della visita che S.A.R: il Principe tenne al paese il 23-6-1923.
Sempre sulla piazza si affacciano i palazzi, ora proprietà Leoni, con
architetture e vestigia del passato.
Piazza che oggi vede il caotico flusso del traffico ma anche spesso utilizzata per manifestazioni culturali. Da questa parte anche l'attuale via del Podestà che porta al Monastero di S.Croce ed a Palazzo Caccia-Canali.
3. PIAZZA ORAZIO MORONI
Nella toponomastica popolare conosciuta come "piazzetta". Ha un declivio che non ne fa una vera piazza. Si incontra lungo Via Umberto I°. Fino al 1907 c'era un orto che lasciava soltanto un piccolo percorso, come ancora si può notare. I lavori di allora furono condotti dal Sindaco Orazio Moroni da cui prende il nome. E' dominata dal seicentesco Palazzo Azzimati, famiglia a cui apparteneva anche l'orto innanzi. Da essa si dipartono i vicoli che la collegano a Porta Costa e quelli che salgono verso lo Spiazzo.
4. PIAZZA VITTORIO EMANUELE
Siamo nel cuore del centro storico, nell'antica Platea Communis. Fanno corona alla piazza il sontuoso vecchio Palazzo del Comune, antica casa Caccia, i palazzetti di origine medievale della famiglia Lupi, il cui stemma si vede nella chiave di volta del portale al centro della piazza. Ne fanno quinta l'antico palazzo Clerici e l'antica Chiesa Parrocchiale di S.Biagio, di stile romanico, ampliata nel 1568. Subito all'inizio dell'attuale Via Pietro Zozi (antica Via Roma 1900-1901), che sostituì la via di S.Biagio vi si individuava l'antica bettola del Comune, più avanti il forno pubblico del "pan Venale", a fianco, la prigione e sotto il Cisternone, la grande cisterna che assicurava al paese il rifornimento dell'acqua piovana. Di li si diparte l'attuale via Innocenzo Ricci, antica via di S.Lorenzo, che porta alla Chiesa Parrocchiale. Verso il basso via Porta S.Edisto conduce a Porta la Dentro. Sempre da questa piazza, parte la grande e lunga via, detta via di Monte Frumentario che portava allo Spiazzo ed ai magazzini del grano.
Ai primi del novecento per ingrandire questa piazza e farla diventare più ricettiva e scenografica si propose di abbattere addirittura l'antichissima chiesa di San Biagio. Paradossale, ma gli stessi "potenti" soci della confraternita di San Giovanni, nella totalità, diedero il loro assenso. Per fortuna non se ne fece niente. Nel 1900-1901 venne intitolata Piazza Vittorio Emanuele III, ma ancora nel 1921 veniva chiamata Piazza del Comune.
5. PIAZZA CARLO ALBERTO ALLO SPIAZZO
E' la piazza che racconta la storia di questo paese, ne è segno tangibile delle sue origini. Lì si insedia il primo elemento abitativo della "curtis Sancti Heristi" che si situa in luoghi così più difendibili e muniti di difese naturali. E' quindi su questa pendice si insediano le Comunità dei piccoli villaggi rurali che daranno vita al castrum. Qui troveranno rifugio e sicurezza gli armenti, qui la primitiva comunità avrà anche il compito direttivo ed organizzativo. Intorno ad essa sorgerà la chiesa romanica di S.Lorenzo. La piazza diventa uno spazio conquistato tenacemente che continueranno a chiamare e continueremo a farlo : "Lo Spiazzo".
Quindi da questo primo insediamento, collegato con un asse viario con la zona sottostante, verso la campagna, vi saranno nei secoli ulteriori sviluppi abitativi sino a creare in questa zona l'asse amministrativo economico e spirituale.
E' dominata dal Palazzo Rosati che nei secoli è appartenuto a diverse famiglie. Su questa piazza vi erano anche i magazzini del grano; il Monte Frumentario, istituzione francescana per i poveri nata nel cinquecento. Nel 1800 verrà chiamata piazza dello Steccato per la Giostra che vi si svolgeva il 3 Settembre. Oggi conserva la tipica struttura di piazza medioevale. Non molto lontano "le ripe dei morticelli" o Monte Cavallo, sede dell'antico piccolo Cimitero della Comunità. Si ha da qui una veduta panoramica ineguagliabile.
6. PIAZZETTA DI SAN NICOLA
Dominata dalla omonima chiesa racconta un altro pezzo di storia. Forse il più antico. Chiesa e monastero, che vi sorge sin dal '300, si interscambiano il valore storico di questi poveri luoghi divenuti però così importanti. Il monastero tra alterne vicende avrà vita sino alla fine del 1500, quando per volere dell'abate Aldobrandini fu trasferito nel suo storico palazzo reso accogliente per l'importante avvenimento. La chiesa così in mano a Don Bernardino Lupi aumenta la sua presenza religiosa fino a divenire anche essa collegiata ed ad ospitare importanti opere d'arte. Tutt'intorno nasceva e si consolidava l'abitato, sorgendo proprio dentro le mura castellane. Ma crescendo modificava il tessuto urbano antico e più in avanti una crescita disordinata a tutto il quartiere lo rendeva segno di degrado. Oggi c'è un patrimonio urbanistico da recuperare per riequilibrare la lettura storica di quanto è avvenuto e per ridare ai luoghi una dignità e quant'altro perso nel tempo.