| Salvaguardia dei beni archeologici e naturalistici del territorio | ||||||||||||
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Notte Santa, 24-25 dicembre 1972 Amici e Signori! Ma solo d'un saluto, d'un saluto speciale per voi, Minatori, e per quanti spend Sono venuto a benedire voi ed il vostro lavoro, e a cercare fra voi Cristo, quel Cristo che indegnamente io rappresento; perché anch'Egli è nato in una stalla, forse in una spelonca non molto migliore, né dissimile da questa, ed è poi morto inchiodato sopra una croce infamante prima, gloriosa poi. Sì, le condizioni della vostra fatica mi fanno pensare che Cristo è fra voi. Dove l'uomo suda, lavora, soffre Egli è, a suo modo, presente. Questa notte poi è Natale: Egli vuole essere qui, per portare anche a voi un augurio di pace e di speranza ed un conforto amichevole, quello della Sua, mediante la nostra benedizione. Alla fine il Santo Padre aggiunge queste parole: «Se scrivete alle vostre famiglie, dite pure: abbiamo incontrato il Papa, che ci ha detto di salutarvi tutti. Voi siete come dei soldati di prima linea. Dietro di voi c'è tutta la società che vi ama, vi ammira, vi sostiene». A questo punto i minatori offrono al Papa in dono un'artistica Madonna con bambino, fatta con le loro mani, utilizzando il calcare della galleria. Il Papa esce sul piazzale del cantiere. Intanto il monte Soratte è diventato una grande fiaccola gigantesca. Da Sant'Oreste, che si profila in alto sopra il cantiere, fasci di luce multicolore solcano il cielo e salve di fuochi d'artificio avvivano la scena con i loro fantastici disegni. Paolo VI entra nella baracca abitualmente adibita a mensa degli operai e vi incontra una folta rappresentanza di autorità e di lavoratori, ai quali rivolge la sua parola in questi termini. Eccoci a Voi. Siamo stati invitati, e siamo venuti. Siamo noi stessi un po' meravigliati di questa escursione notturna. Per noi questo è un posto sconosciuto, vi arriviamo per la prima volta, sebbene esso non sia molto lontan Abbiamo inoltre altri saluti da fare, e questi nel raggio ecclesiale. A lei, venerato Monsignor Roberto Massimiliani, Vescovo del luogo, e cioè delle tre Diocesi unite di Civita Castellana, Orte e Gallese, il nostro riverente saluto, come a persona da noi conosciuta e stimata da lungo tempo, e con lei siano salutati i due Parroci locali, i loro Coadiutori o Collaboratori e tutto il Clero, i Religiosi e le Religiose di questa zona, la cui storia è tanto legata, oltre che alle memorie classiche del Soratte, a quelle del Pontificato Romano: basta ricordare che Viterbo non è lontana, e che le due Parrocchie menzionate di Ponzano e di S. Oreste dipendevano dall'Abbazia, sacra alla memoria di S. Paolo alle Tre Fontane e dedicata ai Santi Vincenzo e Anastasio; ora questa Abbazia è tuttora sotto la protezione diretta del Papa, il quale perciò può riguardare, a titolo speciale, come suoi Fedeli i Parrocchiani locali, e profitta pertanto dell'incontro presente per salutarli di cuore e per esortarli ad essere degni continuatori delle loro tradizioni religiose. Facciamo tutti il Natale insieme! Il Signore sia davvero con noi! e a tutti perciò sia salute, letizia e pace, con la nostra benedizione. |
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