Salvaguardia dei beni archeologici e naturalistici del territorio
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PIAZZA DEI CAVALIERI CACCIA 00060 SANT'ORESTE (ROMA)










Il Monte Soratte è situato a circa 45 km a Nord di Roma.

Si può raggiungere:

In Automobile:

- Da Roma sia attraverso la Via Flaminia (bivio al km. 40) sia attraverso l'Autostrada  del Sole A1 uscita Ponzano Romano - Soratte oppure uscita Fiano Romano.

- Da Rieti si percorre la Via Salaria  fino  a Fiano Romano  e si prosegue per la strada Civitellese  fino a Sant'Oreste.

- Da Firenze si può raggiungere attraverso  l'Autostrada del Sole A1 uscita Ponzano Romano - Soratte oppure uscita Magliano Sabina.

In Treno o con il bus:

-Da Roma - Piazzale Flaminio/Saxa Rubra - treno Roma Nord Cotral - fino alla stazione di Sant'Oreste (1h e10')


PERCORSO TURISTICO E STORICO
A cura di Francesco Zozi

Proponiamo un percorso turistico che attraversa tutto il centro storico raccontando la storia che ci viene dettata dai luoghi, dalle chiese, dai palazzi e dal contesto urbano.

Sarà una passeggiata tra scoperte memorie e momenti di vita legata alla tradizione che seppur affievolita dalla vicinanza di Roma, a momenti sembra ritrovare nuovo orgoglio e porsi ora come forza culturale da leggere in un contesto più vasto.

Il paese era circondato di mura e gli accessi erano rappresentati dalle tre porte.

Ancora oggi la porta che immette nel tessuto urbanistico antico è Porta Valle o Porta San Silvestro.

Si tratta di una Porta merlata, con merli ghibellini e non si capisce perché, dal momento che il paese è sempre stato potere della chiesa, dei suoi cardinali Abbati.

Dalla Porta raggiungiamo subito, per Via del Podestà, piazza Cavalieri Caccia con il suo rinascimentale Palazzo Caccia, l'ex Palazzo Abbaziale divenuto nel 1598 sede dell'antico Monastero Agostiniano di Santa Croce.

Il Palazzo, attribuito al Vignola, ma sicuramente opera dei sui tecnici e maestranze, domina l'attuale piazza e tutto il complesso del Monastero oggi sede del Comune.

Lo fà con la sua elegante facciata manieristica e se giri l'angolo ne vedi una facciata più austera, capace di dare alla valle sottostante una immagine di potenza.

Quelli erano i tempi e la costruzione dell'edificio, proprio sopra le vecchie mura castellane e perimetrali, non poteva, in certe linee costruttive, dimenticare i problemi politici dei tempi.

Quindi doveva fare buona guardia anche alla sede della Comunità, poi trasformata in monastero, che per l'occasione va a perdere la bastionatura e la merlatura anche essa ghibellina. Ancor oggi quella piazza racconta questa storia.

Il paese si è esteso lentamente in questa zona quasi a voler lasciare il centro del potere politico ed il monastero quasi disarticolati dalla vitalità, di un centro più antico, nei suoi tratti medioevali.

E' lì che la ricca Famiglia Caccia volle costruire quel suo mastodontico palazzo, lasciando l'altro al centro del paese. Lo fece  supponiamo proprio per andare a rappresentare essa la forza, venuta meno ad una Comunità che sacrifica la sua sede per accogliere il monastero.

E la costruzione del Palazzo farà da suggerimento ad altre famiglie a costruire, nei pressi, altri sontuosi edifici.

E questa via che porta in piazza Caccia ha questa caratteristica, con la sovrapposizione delle linee rinascimentali a quelle più povere medioevali.

E lo si vede chiaramente appena superato l'arco, con il Palazzo Galletti-Simonetti che poi diventerà Palazzo Abbaziale per ospitare i cardinali Padroni in visita.

Sta lì, su piazza Principe di Piemonte, veramente a dominare con elegante presenza ed a controllare quella stretta via medioevale che aprendosi in piccoli spazi conduce alla Piazza della Comunità, oggi Vittorio Emanuele III, sovrastata anche dalla antica residenza Caccia che poi diventerà sede della Comunità, riportando il potere, vicino alla chiesa Parrocchiale ed alla Antica Parrocchia di S. Biagio.

LE CHIESE DI SANT'ORESTE

SAN LORENZO MARTIRE
La Parrocchiale è dedicata a San Lorenzo Martire, ed è costruita nel 1568 su disegno del Vignola sul luogo ove sorgeva una piccola chiesa romanica di cui si conserva ancora la torre campanaria.
La Chiesa con navata centrale e cappelle laterali è stata ingrandita nel 1745 con lo sfondamento dell'abside che conservava affrescata l'ultima cena del pittore olandese Sprangler.
L'ampliamento fa assumere un chiaro orientamento barocco e nella nuova abside viene ospitata la pala d'altare del pittore falere Ceccherini.
Le cappelle laterali conservano paliotti d'altare di notevole fattura e tele, come quella della Madonna del Rosario di grande interesse artistico.
Di Grande rilievo è il pulpito cinquecentesco ed il monumentale organo Frescobaldiano del 1638 costruito con il contributo del Card. Barberini,la famiglia Caccia ed il Comune di S.Oreste. I due importanti elementi sonostati di recente restaurati.

LA CHIESA DI SAN BIAGIO
Non molto lontano dalla chiesa di San Lorenzo sorge l'antica chiesa di San Biagio, una volta parrocchia.
Anche essa in origine è una chiesa romanica, molto più piccola dell'attuale. Sorge in Piazza Vittorio Emanuele ed ha prospiciente e come quinta l'antico Palazzo Comunale, antica casa Caccia acquistato nel 1700 dalla Comunità.
Anche la chiesa di San Biagio ricalca lo schema architettonico della Chiesa Vignolesca di San Lorenzo. Navata centrale con cappelle laterali. Chiesa tumulante, sorge proprio nel cuore del centro storico del paese. Di notevole interesse una copia su tela di un dipinto del Perin del Vaga (Piero Bonaccorsi 1500)
     

LA CHIESA DI SAN NICOLA
Nella zona più antica del paese, Porta la Dentro, è situata la chiesa che sino al 1598 è aggregato il monastero delle monache Agostiniane. A ridosso delle mura castellane vede il passaggio delle varie vicende storiche; la crisi del monastero, la ripresa e il suo definitivo trasferimento nell'antico Palazzo Abbaziale voluto dall'Abate Commendatario Aldobrandini. Ed è proprio in questo periodo che viene affidata al prete Bernardino Lupi, familiare degli Aldobrandini.
La chiesa ad una navata conserva un altare dominato da un quadro del Cavalier Cesare D'Arpino, la controfacciata affrescata dal pittore francese Cristoforo tutti i Santi ed una volta affrescata, di cui sono visibili soltanto alcuni piccolissimi brani. E' interessante notare come al disotto, nelle attuali cantine, si può scorgere un ambiente forse luogo della primitiva chiesa. Notevole, in una nicchia dell'altare il busto ligneo di S.Nicola del 1610.

LA CHIESA DI SANTA CROCE
Sorge presso l'antico Monastero Agostiniano. Fu ingrandita proprio al momento del trasferimento del Monastero. Ad unica navata conserva un'importante pala d'altare, di recente restaurata, dedicata ai Santi Elena, Agostino e Nicola. La chiesa nell'antica sagrestia conserva paliotti e reliquie. Sovrastante la chiesa un elegantissimo coro ligneo, anche esso di recente restaurato.


L'ORATORIO DELLA MADONNELLA
Proprio davanti alla chiesa di San Lorenzo, s'innalza questo piccolo oratorio che verrà così nel 1850 a contenere l'antica cappella della Madonna con il suo affresco trecentesco della Madonna che allatta.



LE ANTICHE CHIESE DEL TERRITORIO

Esse sorgono proprio al di sotto del centro abitato e la loro storia racconta la nascita di questa Comunità. Per secoli intorno a queste chiese sorgevano dei piccolissimi villaggi che poi per le vicende dei tempi furono abbandonati costringendo i loro abitanti a raggiungere luoghi più sicuri. Così dalle curtis si passò al castrum.

CHIESA DI S. EDISTO
Al martire romano, ucciso durante la persecuzione di Nerone (64 d.c.) è dedicata questa chiesa costruita in un fondo di proprietà della matrona Romana Galla, che vide il sorgere di una prima comunità che diede origine alla curtis Sancti Heristi.
La chiesa in origine romanica conserva ancora questi caratteri nell'elegante campanile. Per il resto ad una navata ha un altare affrescato lateralmente. Dalla fine del 1800 è circondata dal cimitero.




LA CHIESA DI SANTA MARIA HOSPITALIS
Non molto lontano dalla chiesa di Sant'Edisto, nella zona sovrastante la Villa Romana in località Giardino, chiamata nel Cronicon Fundum Pollianum, sorge la chiesa  monaulata dedicata a Santa Maria. Benedetto del Soratte, monaco benedettino, citandola parla di una chiesa con "famulis et famulis", facendoci pensare ad un edificio rurale arricchito da un piccolo villaggio. Della chiesa monaulata, rimane oggi l'impianto trecentesco, testimoniato da alcuni affreschi comparsi in una cappella scoperta  nel 1995.
L'intera struttura della chiesa subì nel 1500 una graduale trasformazione con l'arricchimento di importanti affreschi, alcuni dei quali testimoniano l'influsso di Antoniozzo Romano. Così in quel periodo la chiesa doveva apparire splendente con le sue pareti affrescate, le sue decorazioni ed i suoi paliotti carolingi. Sempre in questa epoca gli fu aggiunto "l'ospedale" che doveva essere un luogo di accoglienza e di assistenza anche per pellegrini.
La sua semplice facciata arricchita dai resti di un ciborio e da una lapide di una famiglia romana, proveniente dalla vicina villa citata, ne fanno un luogo di grande interesse storico artistico. La chiesa grazie ad un'attenzione particolare, conserva ancora il suo fascino ed i suoi tesori. Il resto del complesso che doveva ospitare l'antico "Hospitalis" è invece, proprietà privata ed in completo disfacimento.

PIAZZE E PIAZZETTE

Nella parte più alta del paese, Lo Spiazzo, si innalza il rinascimentale palazzo Rosati che domina la sottostante P.zza Carlo Alberto. I toponimi sono mutati nel tempo; da Piazza delle Capre a Piazza dello Steccato, per la giostra che vi si svolgeva il 3 Settembre. E' la zona dove si concentrarono i primi insediamenti del castrum Sancti Heristi; lì infatti era più facile assicurasi la difesa alle  abitazioni e ai rifugi per gli animali
     
PIAZZA VITTORIO EMANUELE III
Antica "Platea Comunis" è dominata dall'ex Casa Caccia, divenuto nel '700 sede della Comunità e dalla chiesa di San Biagio. Ancora oggi rappresenta un momento di incontro per la Comunità,in particolari momenti.




PIAZZA CAVALIERI CACCIA
Molto amplia e ricettiva, su di essa si affaccia il rinascimentale Palazzo Caccia, l'antico Monastero di Santa Croce e la stessa Chiesa. L'attuale piazza è il frutto di lavori svolti negli anni 60 che per creare un parcheggio distrussero l'antica struttura settecentesca che circondava il Palazzo.

LE TRE PORTE

Il paese, in antico circondato da Mura, aveva tre accessi che nel 1500 divennero monumentali. Porta Valle o Porta S.Silvestro, perché guarda alla omonima Basilica sulla cima più alta del monte, Porta Costa, in salita o Porta S.Maria perché conduce alla antica chiesa di Santa Maria Hospitalis, Porta la Dentro o porta Sant'Edisto perché conduce in paese e verso la chiesa di Sant'Edisto.
Nel 1500 la più importante era Porta Valle, da questa, sorvegliata, era impossibile introdurre animali. Le tre porte avevano un sorvegliante. Delle norme precise si possono leggere nello Statuto Comunale del 1576.



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