Salvaguardia dei beni archeologici e naturalistici del territorio
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PIAZZA DEI CAVALIERI CACCIA
00060 SANT'ORESTE (ROMA) telefono: 0761 579895










Nel 962 il Sacro Romano Impero passa dagli ultimi carolingi alla dinastia di Sassonia e Ottone I viene incoronato a Roma; alla sua morte gli succede il figlio Ottone II che, diciottenne, ha appena sposato la principessa bizantina Teofano, e che nel 983 muore prematuramente lasciando a Teofano la reggenza in nome del figlioletto Ottone III, di soli tre anni, nato nel 980.
Educato sotto la guida della madre (e, dopo la sua morte nel 991, dalla nonna Adelaide di Borgogna) dai maestri più dotti del tempo, il giovaneimperatore, appena dichiarato maggiorenne, elegge papa il cugino e quasi coetaneo Brunone, col nome di Gregorio V, e viene da lui incoronato nel 996 a Roma.
Qui gli sono a fianco alcuni esponenti del mondo religioso che influiranno in modo determinante sulla sua vita: Gerberto d'Aurillac, uno tra i maggiori scienziati del medioevo, e Alberto di Praga.
Dinanzi alla grandiosità dei ruderi di Roma antica e sotto l'influenza di Gerberto e di Leone Vescovo di Vercelli, nasce in Ottone l'idea di una renovatio romana, la rinascita di un'impero universale fondato sull'unione di papato e impero con capitale Roma.
Ma già nel 997 i Romani, capeggiati da Crescenzio Nomentanus, si ribellarono ed elessero antipapa Giovanni Dilagatone di Rossano, antico maestro dell'imperatore.
Questi, sceso a Roma, doma la rivolta: Crescenzio è decapitato sugli spalti di Castel S.Angelo, l'antipapa viene mutilato e accecato.
Morto misteriosamente Gregorio V nel 999, Ottone chiama al pontificato il suo maestro Gerberto; il nome da lui scelto, Silvestro II, conferma il comune ideale di rinascita dell'impero romano cristiano, che il primo papa Silvestro aveva condiviso con il Primo imperatore cristiano, Costantino.
Per espiare la crudeltà nella repressione della rivolta romana, ma anche per realizzare attraverso la fede l'unione delle diverse nazioni europee, Ottone intraprende tra il 998 ed il 1000 una serie di pellegrinaggi che lo portano, dopo S.Michele sul Gargano e Gaeta, presso il santo monaco Nilo di Rossano, alla tomba di Adalberto, trucidato dai prussiani che tentava di convertire e sepolto in Polonia; uno stretto legame si instaura così con il ducati polacco di Boleslao e poi con Stefano d'Ungheria, incoronato re da Ottone e Silvestro.
Il modello al quale Ottone si ispira è soprattutto Carlo Magno, di cui alla fine dell'anno 1000 fa riaprire la tomba ad Acquisgrana, prelevandone reliquie.
In memoria di Adalberto, di cui ha riportato dalla Polonia parte del corpo, l'imperatore innalza a Roma, sull'isola Tiberina, una splendida chiesa che vuole dotare di altre preziose reliquie, tra cui la pelle di S.Bartolomeo il cui nome sostituirà presto quello, dimenticato di S. Adalberto; fa poi prelevare da una chiesa presso il Soratte, quasi certamente quella dei SS. Abbondio ed Abbondanzio poco ad Est di Rignano, le reliquie dei Santi titolari, martirizzati con Marciano e Giovanni al XIV miglio della Flaminia ed accolti dalla matrona Teodora nel suo podere al XXVIII miglio, forse nel sito della catacomba di Santa Teodora presso la Flaminia.
Dal febbraio del 1001 l'incomprensione dei romani sfocia in una nuova rivolta: assediato nei palazzi del Palatino, Ottone deve abbandonare Roma.
Richiesti rinforzi di truppe dalla Germania, si insedia nel castello di Paterno alle falde del Soratte, senza tuttavia rinunciare a ritirarsi in meditazione fra i discepoli dell'eremita Romualdo a Pomposa, S.Apollinare in Classe e l'isola di Perreum tra Ravenna e Comacchio.
Ma mentre giungevano i primi contingenti delle truppe tedesche ed una principessa di Bisanzio sbarcava come promessa sposa nelle Puglie, il 23Gennaio del 1002 Ottone, forse logorato anche da febbri malariche contrattenelle paludi di Ravenna, moriva nel castello di Paterno a soli 22 anni.
I Romani, non contenti di aver respinto il più sincero sostenitore della loro grandezza, favoleggiarono che la vedova di Crescenzio, Stefania, fosse riuscita a vendicare lo sposo facendo innamorare di sé Ottone per avvelenarlo. I suoi fedeli soldati attraversando l'Italia ostile, trasportarono il corpo del loro infelice imperatore ad Acquisgrana dove, secondo il suo desiderio, fu sepolto accanto al grande Carlo: ma, come del suo sogno di pace e fratellanza universale, anche del suo sepolcro si è ormai perduta memoria.

Per ricordare la Figura di Ottone III, i Centri del Bacino del Treia, si sono organizzati programmando una serie di manifestazioni che avranno il seguente Programma:

23 Marzo 2002        Calcata presso il Palazzo Baronale apertura manifestazioni con una mostra curata dal Prof. Messineo

20 Aprile 2002        Fara Sabina Palazzo Brancaleoni

19 Maggio 2002      Faleria Sala della Misericordia

22 Giugno 2002      Castel S.Elia Basilica di S.Elia

23 Agosto 2002       Nepi Palazzo Comunale

14 Settembre 2002  Monterosi Sala Consiliare

12 Ottobre 2002     Vetralla Museo della città e del territorio

21 Dicembre 2002   Civita Castellana, Palazzo Montalto

Nel mese di Ottobre è previsto a S.Oreste un incontro con una Comunità della Sassonia
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