Salvaguardia dei beni archeologici e naturalistici del territorio
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PIAZZA DEI CAVALIERI CACCIA
00060 SANT'ORESTE (ROMA) telefono: 0761 579895










Il Soratte, la Montagna sacra, di cui Orazio ne canta la bellezza dei suoi boschi: "Vides ut alta stet nive candidum Soracte" conserva i monumenti di questa sacralità nei suoi eremi.

Sono ben 6 disposti alla sommità, alle sue pendici e nel bosco del Soratte.

Tra essi svetta solitario sulla cima più alta del Monte, S. Silvestro cuila storia e la tradizione lo accostano a Papa Silvestro, alla conversione di Costantino, alla sua miracolosa corsa a Roma per guarire l'Imperatore dalla lebbra.

La chiesa è luogo di una vasta presenza monastica che interessò tutti gli altri eremi.

Presenze che ci ricordano la presenza e la morte del Beato Paolo Giustiniani e di tanti monaci delle maggiori famiglie monastiche Italiane: i Benedettini, i Francescani, i Girolamini, i Cistercensi,i Camaldolesi, i Trinitari, i Teatini, gli Orionini.
Essi abitarono gli eremi di S. Lucia, S. Antonio, La Madonna delle Grazie, S. Silvestro, S. Sebastiano, S. Romana.

Ma il complesso eremiticale che maggiormente si conserva è quello che poi diventerà Santuario della Madonna delle Grazie con accanto l'antico monastero che assicurò ai monaci del Soratte accoglienza mentre gli altri andavano in rovina.

Ed ancora oggi la chiesa del monastero, dedicata alla Madonna delle Grazie, è centro di vita spirituale.
Proprio all'ingresso della chiesa, si nota una grande statua di S. Silvestro, un tempo posta sull'altare maggiore dell'omonima Basilica. La chiesa ad unica navata con cappelle laterali, ha nel presbiterio, tra due dipinti raffiguranti S. Nonnoso e San Gregorio, l'immagine di Maria Santissima delle Grazie, qui trasportata, nel 1721, dai monaci cistercensi, dalla primitiva chiesa all'interno del monastero. La Madonna affrescata è ricondotta al pittore Antoniazzo Romano ed è particolarmente venerata dai Santorestesi che ne celebrano la festa, dal lontano 1826, la seconda Domenica dopo Pasqua.
Il monastero è oggi casa di accoglienza gestito dal Parroco di Sant'Oreste.



Il paese di Sant'Oreste  sorge proprio alle pendici del Montee che sembra che il suo nome derivi da Edisto, giovane martire romano, a cui è dedicata la chiesa nell'attuale cimitero, dove in antico sorgeva la Curtis sancti heristi e che conserva ancora oggi un campanile romanico.

Nel periodo delle grandi civiltà Romana ed Etrusca, la zona del Soratte fu confine tra Fallisci e Capenati.

Il centro storico del paese ha una forte caratteristica cinquecentesca, pur conservando elementi medieovali.

Dalla primitiva curtis sancti heristi del 747 si passò al castrum.

Vi si accede attraverso tre porte che furono costruite nel 1554: Porta Valle, Porta La Dentro, Porta Costa.

Testimonianza dello sviluppo urbanistico del 1500 sono alcuni Palazzi, tra cui quello della famiglia Caccia, che al suo interno conserva un vero gioiello: una Croce in Legno di Bosso, raffigurante scene del Vecchio e nuovo Testamento, scolpita a mano nel 1546.

Accanto a questo Palazzo, sorge l'ampio complesso dell'antico Monastero agostiniano di Clausura di S. Croce, dopo che l'Abbate Commendatario Card. Aldobrandini,lo aveva trasferito dalla sua sede presso l'antica Chiesa di S. Nicola.

Il paese circondato da mura e da un sistema bastionato di cui rimangono importanti testimonianze conserva al suo interno la Chiesa Vignolesca di S. Lorenzo, con il suo campanile trecentesco.

Di interesse anche l'antica Parrocchia di S. Biagio, il vecchio palazzo Comunale, il Palazzo Galletti, il Palazzo Rosati.
Fuori dal recinto murario due importanti chiese: S. Maria Hospitalis, già attestata prima del 1000, al cui interno si ammirano interessantissimi affreschi ed alcuni importanti rilievi marmorei carolingi e la chiesa di S. Edisto, con il suo campanile romanico.

Di particolare l'eremo di Santa Romana nel bosco alle falde del Monte, vicino alle doline carsiche che sono diffuse nel monte.




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