IL LETTO DI SAN SILVESTRO
Nella cripta della chiesa del Soratte si osservano colonne e decorazioni marmoree, avanzi del tempio pagano. Fra i dipinti di varie epoche, esistenti in detta cripta, si vede un San Silvestro del secolo XIV.
Li presso trovasi una dura e aspra scogliera, che il popolo di Sant'Oreste chiama il letto di S.Silvestro.
Si racconta che su quello scoglio dormisse il Santo, dormisse il Santo durante la sua dimora nelle alpestre solitudini del Monte Soratte.
E' una vera cella del sepolto vivo, una specie di tomba, comunicante con l'esterno per mezzo di un foro, dal quale apparisce un piccolo lembo di cielo
LE RAPE E LA MULA
Entrato Costantino trionfalmente a Roma mandò al Monte Soratte i suoi soldati per accompagnare Silvestro a Roma alla sua presenza. Essi sono costretti a rimanere sul Soratte nella notte, ma non c'era di che sfamarsi
.basterebbero anche un po' di ortaglie. Silvestro fa gittare intorno alla grotta del suo rifugio semi di rape
.e si mette in orazione per tutta la notte,
Si compie il prodigio: tra gli aridi scogli del monte apparisce una rigogliosa verdura! Sono le Rape! I soldati ne raccolgono, e ne mangiano a sufficienza.
E' l'ora di lasciare il Soratte, e Silvestro rassicura i soldati che egli partirà più tardi e dopo che i soldati se ne sono andati egli si prostra sullo scoglio a pregare.
A Roma è atteso Silvestro, ma non giunge. Grande ansia per la lunga attesa; finalmente Egli arriva, e in modo prodigioso.
Pascolava su Soratte una mula
e Silvestro dovendosi recare subito a Roma, cavalcò l'umile giumenta, alla quale ordinò di essere a Roma con un sol passo
Sul Soratte si vede un foro a forma di zoccolo di bestia: i sorattini raccontano che quel foro fu formato dalla mula cavalcata da Silvestro colla prima zampa, un'altra orma della seconda zampa della mula si indicava presso Rignano Flaminio, la terza presso Castelnuovo di Porto e l'ultima doveva essere nelle vicinanze di Roma, presso Prima Porta.
LE ROSE DI SANTA ROMANA
Sulla cima del Monte Soratte, nel versante che guarda i monti Sabini trovasi l'antico Santuario di Santa Romana. Parte di esso è formato da una grotta a scogliera naturale interessante assai, l'altra è in muratura. Vi è un solo altare dedicato alla Vergine Santa Romana.
Questo santuario prende il nome dalla giovinetta Romana. Figlia di Calpurnio Prefetto di Roma, che infervorata dalla fede cristiana e di servire Dio, fuggita da Roma e dal padre, in età di 10 anni passò a Todi, invitata dalla voce di una colomba, che apparve in visione e disse: Melior est vita lustrorum quam Principum. Ma poi udita la fama di san Silvestro che dimorava nascosto sul monte Soratte, si portò lì in una spelonca, dove stette per qualche tempo. E ricevuto il Battesimo, e istruita e confermata nella legge evangelica del Santo. Se ne tornò a Todi, dove dopo 6 mesi, se ne volò al cielo.
La leggenda racconta: Romana tutte le mattine usciva dalla spelonca e si recava sulla cima del Soratte, a far visita a Silvestro. Un giorno egli le disse che troppo frequenti erano le sue visite, le quali potevano essere male interpretate dagli abitanti della vicina terra, che, in generale pastori e contadini, potevano incontrarla nella faticosa salita del monte. Alla domanda della Vergine quando sarebbe dovuta ritornare, Silvestro rispose: Tornerai quando saranno fiorite le rose.
Era il mese di gennaio. Se ne tornò Romana nel suo ritiro, e si pose in orazione. Giunse il mattino del giorno appresso, ed essa uscì fuori dalla spelonca: nella notte era caduta sul Monte Soratte a larghe falde la neve
ma Romana vide, con grande allegrezza, nel piccolo orto, che coltivava, un bel roseto che mostrava le sue olezzanti rose
Col cuore trepidante e ripieno di santa letizia stacco quelle rose, e giuliva si presentò di nuovo a Silvestro, il quale, appena la vide le mosse aspro rimprovero dicendo: Ma io ti avevo detto ieri che tu fossi tornata quando erano fiorite le rose, e Romana, prostrata in ginocchio e mostrando le rose disse: Perdona, o Padre, ma le rose sono fiorite