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Veronica Caresta ricopre attualmente il ruolo di presidente della Pro Loco, prima donna nella storia dell’associazione a avere tale onore ed onere. Mamma di tre bambine, Veronica si è impegnata dal 2015 nel portare avanti una serie di progetti ed iniziative che siano in grado di durare nel tempo. Il mandato del nuovo consiglio direttivo è iniziato in coincidenza con il periodo di commissariamento del Comune di Sant’Oreste ed ha visto la Pro Loco ricoprire il ruolo di primo interlocutore istituzionale per l’amministrazione e la struttura comunale. (P.B.)

Testo di Laura Danieli e Rachele Caccia

VERONICA CARESTA
Attualmente Presidente della Proloco, 35 anni, mamma di tre bambini, diploma di ragioniera

A che età è diventata Presidente?

Ho ricoperto la carica di Presidente della Pro Loco all’età di 34 anni, e questo è il secondo anno di mandato.

Per quale motivo si è avvicinata alle attività della Pro Loco? Prima di rivestire tale ruolo, era già stata coinvolta in altre iniziative di tipo sociale, aveva già avuto a che fare con altre istituzioni, aveva ricoperto altre cariche, oppure si trattava di un’esperienza totalmente nuova?

Diciamo che ho deciso di candidarmi alla carica di Presidente quasi per “scommessa”. Prima di allora non avevo mai avuto a che fare con nessun’altra associazione, perciò si trattava di un’esperienza completamente nuova per me. Certo, sono sempre stata in mezzo alla gente, questo si, è qualcosa che mi piace molto. Per questo avevo già partecipato ad alcune iniziative nella veste di semplice cittadina: l’anno prima della mia elezione ho collaborato con la Pro Loco nell’organizzare i Mercatini di Natale, inoltre avevo già preso parte alle attività inerenti alla Festa dei Vicoli. Così, in prossimità delle elezioni per il nuovo direttivo della Pro Loco, ho deciso di provarci.

Dunque quali sono le sue aspettative, e cosa rappresenta per lei ricoprire il ruolo di Presidente?

Per me rivestire questo ruolo significava e significa semplicemente essere me stessa, Veronica, una cittadina normalissima che crede nell’associazione, nel suo operato e nella possibilità di portarla ad aprirsi a tutte le realtà presenti sul territorio e soprattutto alla gente. Sono una mamma a tempo pieno costantemente impegnata a prendersi cura della propria famiglia, per questo spesso è anche difficile conciliare vita privata e impegno per l’Associazione. Ma è anche questo che mi spinge ad avere molte aspettative ed idee che possano riguardare tutti, per quanto comunque possa essere complicato in un periodo come questo, caratterizzato soprattutto dalla mancanza di sufficienti fondi e finanziamenti.

Di cosa vi state occupando al momento?

Stiamo lavorando molto sul progetto delle biblioteche, puntiamo molto a far diventare Sant’Oreste un paese di “libri liberi”. E quest’idea non dovrebbe riguardare soltanto la lettura in senso stretto, ma lo stesso stile di vita delle persone. Sarebbe bello organizzare feste ed eventi in grado di coinvolgere moltissima gente, rendendo così il paese una meta costantemente apprezzata da turisti, cosa che Sant’Oreste merita assolutamente. Inevitabilmente ci stiamo impegnando anche nella ricerca e nella costruzione di una collaborazione vera e decisa con tutte le altre associazioni presenti sul territorio, un qualcosa che negli anni precedenti probabilmente è spesso mancato. Ho apprezzato moltissimo l’idea della cena di Beneficenza organizzata in sostegno della popolazione di Amatrice, perché ancor di più mi ha convinta della necessità di un dialogo, di un aiuto reciproco, e la Pro Loco dev’essere il collante di tutto questo.

C’è un progetto al quale tiene particolarmente, e che vorrebbe veder realizzato prima della fine del mandato?

Sicuramente, un’idea alla quale io e gli altri collaboratori teniamo moltissimo è quella del marchio registrato di Sant’Oreste. Uno strumento utilizzabile nelle politiche di marketing gestite direttamente dall’ente pubblico e dalla Pro Loco, e per tutte le iniziative sul territorio santorestese, che vogliano sfruttare il marchio come volanp e come indice di qualità.

Quando è stata eletta Presidente della Pro Loco, chi era a capo dell’amministrazione comunale?Che tipo di rapporto è intercorso e intercorre tra la Pro Loco e l’amministrazione?

Durante il primo anno del mio mandato, l’amministrazione è stata affidata ad un Commissario, e il Comune è sempre stato molto aperto verso le nostre esigenze lasciandoci completamente carta bianca, pur rispettando rigide norme di regolarità.
Più attenzione è stata magari posta alle questioni finanziarie, in merito alle quali non abbiamo potuto ricevere grandi aiuti, ma questo chiaramente in relazione alle solite e generali difficoltà che da sempre hanno accompagnato l’operare della Pro Loco. Da quest’anno invece, l’associazione collabora a pieno ritmo con l’amministrazione del nuovo Sindaco Valentina Pini, e senza dubbio intercorre tra noi un rapporto molto positivo e pacifico. La Pro Loco cerca di essere, con l’organizzazione comunale, un unico ente. Certo, chiaramente non può essere così, ma noi mettiamo tutta la nostra buona volontà al servizio di un dialogo e di una collaborazione continua. Nulla è scontato, c’è bisogno di un impegno costante.

E che tipo di rapporto vi è invece tra la Pro Loco e le altre realtà associative e non del paese?

Nei rapporti con le altre associazioni siamo sulla buona strada, mentre quello che con rammarico ancora noto, è lo scarso spirito di partecipazione dei cittadini alle attività della Pro Loco. Da questo punto di vista, siamo ancora lontani da quel forte e costante coinvolgimento che vorrei vedere. In qualche modo sento che è come se la Pro Loco fosse ritenuta un qualcosa di “lontano”, inaccessibile, che riguarda solo “pochi”, e ciò ho avuto modo di constatarlo soprattutto durante l’ultima Assemblea dei Soci (che attualmente si contano essere soltanto 59). È un pensiero totalmente sbagliato, perché la Pro Loco siamo TUTTI ed è DI TUTTI; se fallisce, in qualche modo abbiamo fallito tutti. L’iscrizione all’Associazione è sempre aperta a chiunque voglia collaborare e noi siamo presenti durante tutto l’anno. Quello che stiamo cercando di fare, inoltre, è organizzare dei più precisi orari di apertura e di organizzazione della sede.

Cosa consigliereste, dunque, a chi intende percorrere questa strada e occuparsi così tanto del sociale?

Mi sento di dire che si tratta di impegni tanto belli quanto soddisfacenti. Collaborare e muoversi direttamente sul campo regala la possibilità di vivere gli eventi e tutto quello che riguarda la vita del paese sotto un altro punto di vista, più da vicino, ti permette di cogliere ogni aspetto della realtà quotidiana sin dalle sue radici, fino a concederti di sentirlo più tuo. Tutto ciò è una preziosa opportunità di crescita personale, per questo lo consiglio soprattutto ai giovani, affinché siano stimolati ad avvicinarsi all’idea di una partecipazione attiva e autentica. Da soli è dura, perciò solo collaborando, e soprattutto solo INSIEME, potremo fare e concretizzare tanto.

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