Alla morte di Don Giuseppe Peligni, nel 1834, iniziatore del Mese Mariano e della Festa in onore della Madonna, a conclusione del mese di Maggio si cercò di dare una struttura organizzativa ad una festa che stava crescendo in modo spontaneo.
Le stesse autorità religiose suggerirono l'istituzione di una apposita amministrazione con l'elezione di alcuni deputati. Grazie proprio a questo comitato nacquero le prime fonti che sono i registri di amministrazione e dai quali si intuisce l'apparato organizzativo delle festa ed il suo impegno finanziario.
Proprio nel bilancio di uscita del 1859, entra la voce pagato da bere a questi che accesero le canne.
Nella fonte archivistica è ben delineata anche una certa struttura della festa.
La maggior parte delle entrate provenivano dalle questue nel paese ed in chiesa e dai ricavati della vendita di offerte in natura. Le spese riguardavano l'addobbo e l'illuminazione in chiesa e per il Viale fuori Porta Valle, per la pratica devozionale dei fioretti che distribuiti nelle funzioni mariane proponevano ogni sera un impegno, per il pallone e per la banda che veniva da altri paesi.
E' chiaro che negli anni la festa ha subito un'importante trasformazione e che la processione finale dell'ultima Domenica di Maggio si svolgeva la sera ed iniziava ad avere uno sviluppo organizzato.
La stessa amministrazione acquistava solidità come da questa dichiarazione dell'allora Arciprete Camillo Suarez: Si loda particolarmente l'avvedutezza del Sig. Cassiere nel deputare un uomo che vada alle aie per la ricerca del grano, donde l'amministrazione è venuta a progredire sensibilmente a confronto del passato.
Altro attestato viene anche dal Cardinale Milesi, Abate delle Tre Fontane che nella terza visita nel 1868: ci gode l'animo di vedere per la pietà dei fedeli di Sant'Oreste e per lo zelo laborioso del Sig. Fiori, amministratore dell'istituzione del Mese Mariano, questo procedere in uno stato veramente florido avendo in cassa a tutto il presente giorno un sopravanzo.
Alla fine del secolo sorsero alcune difficoltà per la Pia Istituzione del mese di Maggio, dovute alla soppressione degli enti ecclesiastici. Infatti l'estensione a Roma e Provincia delle citate disposizioni del Regno d'Italia, riguardarono anche Sant'Oreste.
Si tentò invano di opporre resistenza.
Il nuovo secolo, quindi si presentò, con notevoli problemi ma l'impegno di molti, fra cui una buona schiera di ingegnosi artigiani, fece superare le difficoltà ereditate e diede nuovo impulso alla Festa.
La creatività e l'ingegno artistico di alcuni fecero fiorire una serie di archi trionfali, con cartone intagliato.
Nel Maggio 1914 fu celebrato il primo Centenario dell'Istituzione del Mese Mariano a Sant'Oreste e per l'occasione il pittore Cecchini Augusto,progettò e realizzò con alcuni amici una Macchina Processionale che ancor oggi si conserva e restaurata si trasporta.
Importanti così furono le manifestazioni centenarie ricordate da una lapide affissa nella facciata del Comune Vecchio, in piazza V. Emanuele III
Le due guerre portarono degli sconvolgimenti ma nel dopoguerra la festa riprese vigoria ed entusiasmo.
Gli anni 50 e 60 hanno visto l'evolversi della festa che sempre più ha catturato l'interesse di vasti strati di fedeli e pellegrini. Si cercò di dare una identità sacrale e folcloristica della festa per dare al paese, attraverso la festa una connotazione di pietà popolare.
Si costruiva un Comitato che sotto la vigilante e stimolate opera del Parroco, ritrovava tanto volontariato e si presentava più snello. Animatore instancabile di questi anni fu Scarinci Ludovico a cui si deve l'attenzione principale al culto devozionale, per cui la festa era nata.
Oggi la festa conserva tutti i caratteri che generazioni di Sant'Orestesi gli hanno dato.
Alle future generazioni il compito di celebrare il secondo Centenario della Festa nel 2014.
Il Comitato ricevendo questo riconoscimento dal Comune ricorda quanti, dall'Arciprete Peligni, hanno dato tanto per questa festa.