PROVENIENZA
Sconosciuta
Nell'Archivio Parrocchiale di Sant'Oreste, in un volume che raccoglie documenti dal 1566 al 1798, le più antiche menzioni della croce sonole seguenti: inventario non datato, ma del 1600 secondo Don Mariano De Carolis in Corriere d'Italia, degli arredi della sagrestia, redatto da F. Zelli: "Un'altra croce di legno con suo piede a otto faccie tutta intagliata, che rappresenta nella croce il Testamento Novo e nel piede il Testamento Vecchio"; inventario di D.S. Clerici, 1699.
Seguono analoghe menzioni in inventari: inventario D.F. Bastari del 1719; inventario L. Rosati del 1745;
inventario D.E. Fioravanti del 1760, che registra "una croce di legno intagliata"..con campana di vetro"; inventario D.P. Marzetti del 1784; inventario D.G. Capelli, non datato.
Nell'inventario del notaio F. Clerici si legge: "Croce stupenda di legno di busso scolpita diligissimamente con rappresentarvi l'antico e nuovo testamento già sono più secoli: si legge sotto al piedistallo il tempo del fatto lavoro in carattere orientale e si regge sopra di esso, quale termina con pellicano, ed in tutti tre li pezzi non eccede l'altezza di due palmi. Conservasi coperta da una campana di vetro".
Tra gli arredi della sagrestia figuravano altre tre croci variamente preziose, una delle quali proveniente da Gerusalemme, per questo si può dubitare che la crocetta di legno intagliata, citata dal suddetto volume manoscritto, in un inventario non adatto, ma più antico di quelli di prima citati, sia da identificare con la nostra croce, come si ritiene comunemente.
BIBLIOGRAFIA
Degli Effetti A, "Memorie di S. Nonnoso Abbate del Soratte e de luoghi circonvicini e loro pertinenze, e libro primo de borghi di Roma".
Si attribuisce ad un anonimo gesuita di aver interpretato l'iscrizione con la data nel mese poi invalso: mense Martio 1222. Don Mariano De Carolis, "Sant'Oreste ed il suo più insigne monumento. Corriere d'Italia, domenica 23 Ottobre 1921 (con una riproduzione; si da notizia della croce in occasione del suo furto avvenuto due giorni prima)" furto e recupero di una croce di legno scolpito in S. Oreste, Bollettino d'arte (1921)".
Presso il Comune è conservato un disegno della croce, corredato da una trascrizione incompleta e molto approssimata delle iscrizioni greche; fu seguito in San'Oreste nel 1934 dall'arciprete Don Germinio Abballe e da Frate Berardi.
DIMENSIONI
H. cm. 42; croce cm. 19x10,5x2,8; nodo cm.; piedistallo di base ottagona articolato in tre segmenti, spartiti in cinque registri e poggiati su uno zoccolo, diviso in dieci campi scolpiti in basso rilievo; cm. 19x9,8x7,5, pellicano cm. 5,5. Restauro di Paolo Chiricozzi sotto la direzione della dott. Englen Alia, nel maggio 1989.
ISCRIZIONI
Nella croce si contano ventidue nicchie (6+6+5+5); busti di Pietro e Paolo in bassorilievo sulla parte superiore dei bracci sinistro e destro; mascherone antropomorfo sulla sommità del braccio lungo. Nel piedistallo, con cicli vetero testamentari, quaranta nicchie (8x5), cui si aggiungono i dieci campi scolpiti in basso rilievo, nei quali è diviso lo zoccolo. Le iscrizioni sono in greco.
(Anna Pantani in Jahrbuch der OSTERREICHISCHEN BYZANTINISTIK 1996)
Lo studio della Professoressa di Padova offre altre Croci, molto simili esistenti in Italia e nel Mondo, il cui autore è un veneziano Giorgio Lascaris detto anche Giovanni Zorzi.
Uno dei risultati raggiunti dallo studio della professoressa è la datazione dell'iscrizione nel tassello di chiusura della croce cioè la data di fine lavoro Marzo 1546.
Dopo il 1870, per paura che fosse indemaniata come gli altri beni delle chiese, essa venne affidata al Comune, che tuttora la conserva.
Lo stupendo lavoro ha sempre destato grande interesse, fino a sollecitare anche quello di male intenzionati che la rubarono in due occasioni: la prima nel 1893, la seconda nel 1921. In entrambi i casi, l'antico monumento fu ritrovato. (dal Corriere del Tevere Maggio 2000 di Francesco Zozi)
Attualmente la Croce si può vedere prendendo un appuntamento con la Biblioteca Comunale.