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Sant’Oreste in Luce!

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Vicoli in Festa 2017

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MADONNA di Maggio 2017 “Programma”

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Cisternone – Carceri

Proprio, all’inizio di Via Pietro Zozi, una volta Via di San Biagio, vi sono dei locali che soprastanti il Cisternone e che anticamente fungevano da prigione.

Lo si deduce dalle inferriate alle finestre e dalla precarietà dei locali, alcuni dei quali sono stati in passato adibiti a bagni pubblici, proprio davanti la chiesa di San Biagio.

Quella che proponiamo è una foto all’interno di quel locale e I GRAFFITI SONO LA TESTIMONIANZA DELLA PRESENZA .

Se ne parla nelle leggi statutarie del 1576, che le localizza sopra al cisternone, costruito nel 1880.
Questi luoghi testimoniano la struttura urbanistica che si ricava anche da un attento studio del Catasto Gregoriano.

Oltre alle Carceri, la Bettola, il Forno del pan Venale. Quindi se ne ricava una lettura storica molto importante dei servizi che la Comunità , insieme ad altri gestiva.
Lo Statuto di Santo Resto del 1576 oltre a presentarci le regole Statutarie, ci offre un quadro anche urbanistico e sociale della Comunità.

Il 21 aprile del 1878 il Comune di Sant’Oreste riprese il progetto di costruire “una cisterna a spese e comodo del pubblico” come era stato proposto il 21 gennaio 1781. Si legge infatti nel libro delle deliberazioni Consiliari di questo giorno: “la regia prefettura” ha trasmesso il progetto per la costruzione della nuova cisterna, osservando alcuni articoli, uno dei quali obbliga l’appaltatore al deposito di L. 500, e l’altro L. 1.500 per quanto garantiscono una buona riuscita del lavoro . Nella costruzione della nuova cisterna, che seguiva il progetto del sig. ing. Valle Alessandro, si stabilì di costruire “la cisterna in un locale sotterraneo” già “Cisterna risalente all’VII-IX secolo” situata nei pressi dell’antica Curtis Sancti Heristi.

Il 3 marzo 1879 fu dato il primo avviso di vigesima per l’appalto dei lavori di costruzione di una nuova cisterna. Il lavoro della nuova cisterna terminò nel dicembre 1880, per opera dell’architetto ingegner Tito Scalpelli, per la spesa complessiva di L.7966.26. La nuova cisterna fu nominata dai santorestesi “Cisternone” proprio per la sua mole. Oggi è proprietà della famiglia Paolucci. Bruno Paolucci, restauratore da anni impegnato nel recupero di molti dei beni artistici e architettonici del territorio ha acquistato l’immobile per farne la sede di un’associazione culturale, il Compluvium.

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Piazza Cavalieri Caccia

PIAZZA CAVALIERI CACCIA
Molto amplia e ricettiva, su di essa si affaccia il rinascimentale Palazzo Caccia, l’antico Monastero di Santa Croce e la stessa Chiesa. L’attuale piazza è il frutto di lavori svolti negli anni 60 che per creare un parcheggio distrussero l’antica struttura settecentesca che circondava il Palazzo.

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